galleria opere

Daniele Zanetti


Biografia

Daniele Zanetti nasce a Mogliano Veneto nel 1950.
Sin da giovane dimostra interesse per il disegno breitling replica e la pittura.
Si avvicina quindi alle attività artistiche dei suoi luoghi e in particolare facendo parte del " Circolo Piranesi" di Mogliano, guidato dal Prof. Giancarlo Zaramella.
Dal 1993 fa parte del "Gruppo Artistico Spresianese" seguendo i corsi di disegno e figura dal vivo, con la Prof. Raffaella Tassinari.
Ha partecipato ad importanti mostre collettive nel Veneto, ed in altre Regioni, ottenendo lusinghieri riconoscimenti.
Vive e lavora a Nervesa della Battaglia in via Umberto Sacco,55.

Esposizioni personali, collettive

2002- Villa Benzi di Caerano San Marco (Tv) collettiva
2002- Coseano (Ud) collettiva
2004- Cà dei Carraresi (Tv) collettiva
2005- Auditorium di Spresiano (Tv) personale
2005- Casa Gaia da Camin Portobuffolè (Tv) collettiva
2008- La Loggia Motta di Livenza (Tv) collettiva
2009- Auditorium di Spresiano (Tv) collettiva
2010- Pittori in contrada Conegliano (Tv) collettiva
2011- Sala comunale di Nervesa (Tv) collettiva
2011- Bar-Caffetteria Doppio Senso Nervesa d. B. (Tv) Personale
2011- Auditorium di Spresiano (Tv) collettiva
2012- Sala consigliare di Nervesa d. B.( Tv) collettiva
2012- Auditorium di Spresiano (Tv) collettiva
2012- Bar-ristorante " El Scarpon " Spresiano (Tv) Personale
2013- Fondazione Giol San Polo di Piave (Tv) Collettiva

 

 Il realismo poetico di Daniele Zanetti

La pittura di Daniele Zanetti, nato a Mogliano Veneto nel 1950 affonda le radici nelle correnti realistiche della pittura veneta della seconda meta’ del novecento. Si tratta, in ogni caso, di un realismo rivissuto a contatto con la suggestiva concretezza delle cose ( vedi il caso di Marco Novati e di Barbisan) e, quindi, come armonioso rapporto tra il mondo soggettivo della coscienza creativa e quello oggettivo. Pertanto i paesaggi, gli alberi, le stagioni, il cielo e le acque rivivono intatti, nella loro straordinaria ricchezza espressiva. “ Non si e’ mai ne troppo fedeli, ne troppo sottomessi alla natura”, ha scritto Cezanne: un modo di sentire assai vicino a quello di Zanetti, anche se la sua pittura non ha certamente attraversato l’ avveniristica e fondamentale lezione Cezanniana. Nelle opere degli anni ottanta la visione artistica di Zanetti rivela una istintiva adesione al paesaggio Veneto, con talune evidenti, consonanze, con la linea dei “primitivi”, (vedi il caso Garbari) esaltata, come sappiamo, da critici del calibro di Lionello Venturi. Una linea non meditata, culturalmente, ma proprio per questo sentita con un candore originario e ricco di interne sollecitazioni emotive. Nell’ autunno agordino, l’ albero e’ ancora rigoglioso con le sue vibranti foglie dai riflessi dorati immerso in una natura ricca di straordinarie variazioni cromatiche. Un albero che e’ come il perno ideale di un paesaggio che e’ anche un’ esaltazione limpida dei monti che si stagliano contro un cielo dipinto come uno specchio misterioso con un blu intenso e trasparente. Nell’ albero a Collalto invece, il fusto e’ sottile e le fronde si aprono verso l’esterno come una forma predisposta a conquistare lo spazio in tutte le direzioni. simile ad una delicata poesia sulla primavera l’ albero diventa metafora della rinascita della natura con i suoi teneri colori esaltati dall’ azzurro limpido del cielo. Dipingendo dal vero cheap Replica Watches Zanetti sente la natura come una sorta di paradiso terrestre in continua trasformazione e si accorda, in maniera profonda, con l’ atmosfera dell’ aria e della stagione, come in estate a Refrontolo. In tale lavoro l’ artista dipinge un cielo solcato da nubi, che sembrano muoversi come angeliche creature bianche e trasparenti, riuscendo a cogliere la vitalita’ e l’ atmosfera quasi afosa della stagione. Uno dei temi piu’ cari del pittore e’ certamente la casa sentita come un essere vivente: ora solitaria e malinconica, ora invece carica di una sorprendente verita’ “storica” come nel palazzo a Serravalle . Simile ad un bonario fantasfma la costruzione porta evidenti i segni impietosi del tempo e dell’opera dell’ uomo che ha letteralmente demolito gli spigoli delle pareti esterne. I balconi invecchiati non sono simili ad occhi spalancati nel buio (come nei quadri degli espressionisti) ma dipinti con amorosa attenzione, come nostalgica di una vita familiare all’ interno di stanze accoglienti. Una costruzione, dunque, che si presenta quasi come un organismo vivente che porta i segni del tempo, ma fa anche vedere lo splendore della luce che si posa sui bianchi e porosi muri. Zanetti dipinge, talvolta, vedute lagunari e muranesi, con evidente riferimento alla famosa compagine di artisti di ca’ pesaro (guidata da Nino Barbantini) e qualche paesaggio collinare come primavera montelliana. Si tratta di un lavoro in cui la collina rivive attrverso una vera e propria sinfonia cromatica di variazioni tonali e timbriche alludendo ad una musica dolce e intrisa di solare e serena poesia agreste.

 Natale 2005 Ottorino Stefani

 

La solare presenza di Raffaella Tassinari si ritrova in certi slarghi cromatio-figurativi di Daniele Zanetti che, autonomamente, ha fruito dei consigli di una fantasiosa maestra, la cui tavolozza e’ una fucina di colori. Le immagini proposte sono quelle dei siti veneto-trevigiani: declivi di colline o rive montane, scorci di paesaggio, angoli di paese; il tutto rivissuto dalla sensibilita’ dell’ artista che fugge dal chiuso per cogliere l’ ispirazione en plein air, come ogni buon impressionista. La natura e i segni lasciati dalla cultura paesana lo attirano, lo caricano interiormente di un’ autentica molla espressiva è la tensione dello storico che vuole salvare, dentro la luminosita’ delle sue tele, quando il tempo inesorabilbente degrada o sbriciola. Allora angoli dimenticati, siti poco frequentati, radurre e strettoie, declivi o anfratti, si esaltano in forza di una attenzione particolare a tutte le variazioni della luce che le stagioni impongono al paesaggio.

Carraresi 2004  Luigi Pianca

 

Dalla presentazione collettiva del 24 agosto 2013 sala d’Arme Porta S.Quaranta

 E’ una panoramica colorica quella che ci offre oggi Daniele Zanetti, per dare espressione, alle visioni del cuore. Daniele Zanetti dipinge en plein air ed è attraverso l’approccio figurativo che la carica espressiva si manifesta, per il tramite della tecnica ad olio, in spazi aperti e campiture estese dove la naturale morbidezza del segno congiunta ad una calibrata ricerca del colore fa emergere la philia, il sentimento, il legame di questo artista con la sua terra, la perla del Montello nella “Marca gioiosa et amorosa” e dove, altresì, il registro comunicativo fa emergere la materia nella sua plasticità, morbidezza,porosità. Sono scorci panoramici in cui il Montello e La Piave vengono colti negli istanti in cui la materia è espressione ed immagine dell’equilibrio originario e lo sguardo non può che essere catturato dalle luci e dalle linee armoniche che risaltano in ogni opera. Tutto è calibrato, dalla scelta del supporto allo sviluppo della tecnica. La resa, nella produzione su tavola o sulla tela non è indifferente, come varia anche la risposta che la grammatura della tela dà al colore,che si fa materia o meglio “emissione di energia” su supporti diversi. Energia non direttamente visibile ma sensibile soltanto ad una ben determinata frequenza, quella che ciascuno di noi, con il proprio vissuto, con la propria personale storia riesce a cogliere, e allora, lasciamoci catturare dalle istantanee di Daniele Zanetti: negli scorci dei paesini come Revine lago, nel riflesso di quei muri esposti al sole dove sembra di sentire tutta la forza del caldo abbacinante d’Agosto che riscalda le facciate e dove, la volontà dell’artista lascia volutamente confusa la definizione dell’affresco parietale per dare a ciascuno la possibilità di ritrovarsi in un’Arcadia Mondo personale. Ma è sulla Piave, sulle anse della nostra “acqua magna”, acqua granda”, che Daniele Zanetti riesce a trasmettere le note più alte della sua ricerca; l’equilibrio prospettico fa si che i sassi lungamente levigati dal fiume possano trasformarsi in pietre preziose e le isolette portate dall’accumulo di materiali in luoghi da amare; è il gioco del colore che sussiste nel rapporto delle semplici relazioni tra il modo di vederlo e quello di produrlo che ci permette, accogliendo lo sguardo in ondate di esaltazione e coinvolgimento, di arrivare a sentirci partecipi del registro emotivo dell’autore.

Dr.ssa Cinzia Antonello